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Informazioni generali sull'Istituto Nazionale

 

L’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema di Istruzione e Formazione (INVALSI) ha ormai una lunga storia alle spalle, che si salda a quella ancor più lunga del CEDE (Centro Europeo per l’Educazione), sorto all’inizio degli anni Settanta. È una storia basata sulla ricerca in campo educativo, sia sul piano della comparazione internazionale fra i sistemi di istruzione, sia sul piano dell’innovazione e della sperimentazione delle teorie e delle pratiche pedagogiche e didattiche.
A partire dalla metà degli anni Novanta è stato progressivamente demandato all’Istituto di sviluppare il filone della ricerca più propriamente rivolto alla valutazione del sistema scolastico, attraverso le rilevazioni sui livelli di apprendimento e le ricerche sul valore aggiunto e sulla qualità organizzativa, gestionale e didattica delle istituzioni scolastiche.
I compiti istituzionali affidati all’INVALSI sono quindi cresciuti nella direzione della costruzione del Sistema Nazionale di Valutazione. Una decisione che ha portato anche nel nostro Paese il tema della cultura della valutazione, della trasparenza sui risultati e della responsabilizzazione delle scuole verso di essi.

La pubblicazione del Rapporto Nazionale sulle Prove INVALSI resta ancora oggi l’unico strumento informativo sui livelli di apprendimento degli studenti italiani. Si tratta di una raccolta di informazioni ricca ed importante: per le scuole – che ricevono, attraverso la restituzione dei dati, una fotografia dei progressi compiuti dalle loro classi e, complessivamente da tutti i loro studenti, e delle disuguaglianze nei livelli di apprendimento – e per il decisore pubblico – che può utilizzare tali informazioni per individuare le aree di maggiore fragilità del sistema di istruzione e le disuguaglianze ancora da colmare – al fine di prendere decisioni conseguenti, basate su dati oggettivi e confrontabili nel tempo e nello spazio.
Le critiche che vengono mosse alle Prove sono in larga parte legate ad aspetti su cui l’INVALSI ha molto lavorato, nel corso degli anni, producendo aggiustamenti e modifiche.
È il caso di affermare, visto che si tratta di ricerche nel campo degli apprendimenti, che l’INVALSI in questi dieci anni ha a sua volta imparato dalla valutazione ed ha saputo cambiare. Vi sono poi alcuni nodi aperti, questioni di merito e metodologiche, che vengono da tempo dibattute e che rappresentano invece un utile terreno su cui mantenere viva la discussione scientifica e politica nel campo della valutazione: come rendere sempre più coerente il contenuto delle Prove con le Indicazioni nazionali: come rispondere alle esigenze di una didattica sempre più orientata ai bisogni educativi di ciascuno anche nell’ambito delle rilevazioni standardizzate; come rilevare le competenze e le abilità degli studenti inseriti in percorsi di formazione professionale, ecc.

(Dal seminario del 2014 per il decennale dell'INVALSI, introduzione di Anna Maria Ajello, Presidente INVALSI)